L'Ascesa della BlackPill
Culto del DNA, TikTok e pillola nera: l'inquietante movimento culturale che sta convincendo milioni di ragazzi ad arrendersi alla genetica
Le nuove generazioni hanno un problema. A dire il vero, lo ha chiunque possieda uno smartphone. No, non stiamo parlando di sorveglianza, dipendenza o algoritmi (almeno per oggi).
Stiamo parlando dell'ascesa inarrestabile di un movimento culturale che, proprio mentre leggete, sta convincendo milioni di persone che il loro destino sia scritto nei geni, nell'aspetto fisico e nello status sociale.
Il suo nome è blackpill (pillola nera).
Se state leggendo Lazarus, probabilmente saprete già che le spiegazioni più popolari sono spesso anche le più superficiali.
Il dibattito pubblico parla di misoginia online, mascolinità tossica e cultura incel. Tutto vero. Ma nessuno si pone la domanda più importante: perché milioni di giovani trovano questa visione del mondo così convincente?
E, con grande sorpresa di nessuno, la risposta sta ancora una volta nella storia delle idee. Ogni generazione ha i propri profeti: persone capaci di avvertire per prime le tensioni profonde della propria epoca e tradurle in manifesti, opere d’arte, filosofie e interi movimenti culturali.
Il XXI secolo non fa eccezione. Internet non ha creato la blackpill: ha soltanto trasformato un malessere storico in un movimento culturale. Per capire il primo, dobbiamo partire dal secondo.
La blackpill in breve
Iniziamo dalle basi. La nostra storia comincia con il film Matrix. In una delle scene più celebri del film, Morpheus offre a Neo una scelta: la pillola blu, per continuare a vivere nell'illusione, oppure la pillola rossa (redpill), per conoscere la verità, per quanto scomoda possa essere.
A partire dal 2010, il concetto di redpill viene adottato da forum, blog, libri e influencer per interpretare i rapporti tra uomini e donne. L’obiettivo è svelare il meccanismo nascosto dietro l’attrazione, il desiderio femminile e la formazione delle coppie, rigettando la tradizionale concezione romantica delle relazioni.
Queste ultime vengono così reinterpretate come un mercato relazionale, in cui ogni individuo occupa una posizione all’interno di una gerarchia di valore. Per gli uomini, questo valore dipenderebbe principalmente da tre fattori — Looks, Money, Status (LMS): aspetto fisico, ricchezza e status sociale. Da qui deriva l’enfasi sul miglioramento individuale: aumentare il proprio valore per risalire la gerarchia del mercato sessuale e attrarre più partner.
Avanti veloce fino al 2023: la redpill perde progressivamente la sua presa sulle nuove generazioni. Grazie soprattutto a TikTok, si diffonde una versione ancora più radicale e pessimista della stessa visione del mondo: la blackpill.
In polemica con la redpill, la blackpill sostiene una tesi brutale: la gerarchia del mercato relazionale si basa unicamente sull’aspetto fisico, e quindi sulla genetica immutabile degli individui.
Questo non vale solo per le relazioni, ma per tutti gli aspetti della vita: gli uomini di bell’aspetto saranno sempre in cima alla gerarchia sociale, ottenendo vantaggi lavorativi, economici e persino psicologici.
Tramite le piattaforme online, gli influencer della blackpill trasformano le insicurezze di milioni di giovani uomini in una pseudo-scienza della bellezza. Comunità intere elaborano sistemi di face rating, formule, punteggi e classificazioni che pretendono di quantificare matematicamente il valore genetico di un individuo e la sua posizione nella gerarchia dell'attrattività.
Per quanto inquietante, questa non è nemmeno la parte peggiore.
Ciò che dovrebbe preoccuparci davvero è che la blackpill abbia ormai smesso di essere una semplice teoria: è diventata un movimento culturale, con una propria estetica, un proprio linguaggio e un proprio immaginario, capace di plasmare il modo in cui milioni di giovani interpretano la vita.
Il ritorno del pessimismo
I grandi movimenti culturali nascono sempre attraverso lo stesso processo. Una crisi sistemica viene avvertita da milioni di individui. Lentamente, ma inevitabilmente, alcuni di loro riescono a trasformarla in filosofia, arte, poesia e, infine, in un linguaggio condiviso.
È successo alla fine dell'Ottocento. La crisi della modernità produsse prima il pessimismo filosofico di Schopenhauer e poi il Decadentismo di Baudelaire, Wilde e D'Annunzio.
Philipp Mainländer, tra i più radicali esponenti del pessimismo filosofico del XIX secolo, scriveva:
«Ogni individuo sarà condotto, attraverso il progressivo indebolimento delle proprie forze nel corso dell'evoluzione, fino al punto in cui il suo desiderio di annientamento potrà finalmente compiersi.»
P. Mainländer, Filosofia della redenzione, 1876
Non proprio una filosofia allegra. Nel giro di pochi decenni, quel pessimismo si trasformò in poesia, pittura e letteratura. Era nato il Decadentismo.
Arrivati a questo punto, vi chiederete: che c’entra questo con la blackpill?
A dire il vero, tutto.
La blackpill non è che il tentativo di una parte crescente della nuova generazione maschile di dare un senso al proprio malessere storico: giovani sempre più soli, rifugiati in comunità online su Discord, con poche prospettive di mobilità sociale e un futuro che appare sempre più distante dalla vita ordinaria.
Dietro la blackpill c’è infatti molto di più che una teoria delle relazioni. La blackpill è una filosofia del determinismo: una volta accettata l’idea che il nostro destino sia scritto nella lotteria genetica, che le relazioni tra persone non siano che un'immutabile gerarchia, che l’amore sia solo una questione biologica, l’unica soluzione per i “perdenti biologici” diventa il “lay down and rot”. Arrendersi, ritirarsi e accettare il proprio infausto destino.
La blackpill ha ormai sviluppato tutti gli elementi di un autentico movimento artistico-culturale: un’estetica precisa, un canone di immagini, una colonna sonora e perfino una propria poesia (bp poetry).

Questo gigantesco immaginario si diffonde soprattutto su TikTok, dove video, edit e contenuti blackpill totalizzano ormai centinaia di milioni di visualizzazioni, mentre una nuova generazione di influencer trasforma questa visione del mondo in intrattenimento quotidiano.
Se la storia ci ha insegnato qualcosa, è che quando un numero sufficientemente grande di giovani si convince che il futuro è nero, prima o poi finisce per renderlo tale.
E la bomba a orologeria è già stata innescata.
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Mi ha colpito soprattutto un aspetto: forse la forza della blackpill non sta tanto nella teoria sulla genetica, quanto nel fatto che offre una spiegazione semplice a una sensazione molto diffusa di impotenza. Se una generazione cresce convincendosi che il proprio futuro sia già deciso, il problema smette di essere solo culturale e diventa anche politico. Perché una società che non riesce più a offrire prospettive lascia inevitabilmente spazio a narrazioni deterministiche.
Niente di nuovo:
Gattaca - La porta dell'universo
è un film di fantascienza del 1997 scritto e diretto da Andrew Niccol, con protagonisti Ethan Hawke, Uma Thurman e Jude Law.La TramaLa pellicola è ambientata in una società futura dominata dall'eugenetica, dove il destino delle persone è rigidamente determinato dal loro DNA.
La popolazione è divisa in due precise categorie sociali:I "Validi": Esseri umani concepiti in laboratorio con un patrimonio genetico perfetto, destinati alle carriere più prestigiose.
"Non-validi": Persone nate in modo naturale, considerate imperfette e relegate ai lavori più umili.Il protagonista è Vincent Freeman, un giovane "Non-valido" nato con un difetto cardiaco congenito e il sogno proibito di viaggiare nello spazio con la Gattaca Corporation.
Temi Principali
Determinismo genetico:
critica a una società che valuta gli individui esclusivamente in base alla biologia.La forza della determinazione: La capacità dello spirito umano di superare i limiti fisici imposti dalla nascita.La discriminazione sociale: Una nuova forma di razzismo basata sul codice genetico (chiamata "genoismo")